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And I’ve never loved a darker blue
Than the darkness I have known in you, own from you

Non ho mai amato un blu più scuro
dell’oscurità che ho conosciuto in te, che ti apparteneva

Ti ho preso in braccio, tirandoti fuori dalla gabbietta. Eri così minuscolo, appallottolato su te stesso. Ti ho guardato a lungo, il pelo bianco, gli occhi socchiusi. E’ il tuo primo compleanno e in questo anno mi sei stato accanto come nessun altro. Ricordo ogni singolo istante di questa lunga sequenza di giorni.

Ti ho amato perché anche tu mi amavi. Ti ho messo accanto a Jason, che per tutta risposta ti ha soffiato per una settimana, poi ti ha ignorato e infine, esausto di averti tra le zampe, ti ha concesso il lusso di mangiare dalla sua ciotola e farsi annusare il culo. E poi, lui si è reso indipendente mentre tu lo sostitutivi.

Ti ho chiamato Jake, come l’attore, non quello morto, l’altro, proprio per onorare il morto, l’aussie boy. Di Jake Gyllenhaal avevo un ricordo indiretto, ma vivido che mi tornava in mente. Era la colonna sonora del film Jarhead, in particolare la canzone dei Kanye West “Jesus Walk”. Il ritornello continuava a ripetere “We are at war”. E lo ero per davvero, in guerra. Speravo di vincerla, anche se ho fallito miseramente, di certo non per colpa mia.

Ecco spiegato il perché del tuo nome; è così machiavellico e denota il pensiero di una mente malata, la mia, sicuramente, ma ti assicuro che per me ha un grande significato.

Dicevo: ho tradito Jason, lo psicopatico, e ti ho portato con me in giro. Da subito hai gradito, mai un lamento, anzi felice e festoso che ti portassi a spasso. Da subito mi hai seguito, snasando, fermandoti, ma non mi hai mai fatto perdere la pazienza. Se Jason si incamponiva, era una lotta. Se ti piantavi tu, bastava prenderti in braccio, spostarti di qualche passo, rimetterti giù e per incanto riprendevi a seguirmi come se niente fosse.

E dai piccoli percorsi in pasticceria, dove tra l’altro gradivi la crema del bombolone, ci siamo impegnati in giri sempre più lunghi. Abbiamo scalato le montagne. Il Baradello lo hai raggiunto come se niente fosse, così hai percorso in scioltezza tutti i sentieri della Spina Verde con le relative alture. Sempre con passo deciso, non tentennate, giocoso. Quando eri stanco me lo facevi capire. Ci fermavamo, prendevamo fiato, e via, di corsa verso altre mete. Addirittura hai camminato sulle acque, e ti sei percorso l’intero giro di Montisola, ben 9 km, senza un miagolio.

Una sola volta ti ho sgridato di brutto, mi hai guardato con stupore, con un fare interrogativo, quasi a dirmi “padrone tu non sei così!”. Da allora non ho mai più alzato la voce, non ti ho mai strattonato, ho aspettato i tuoi tempi. E tu sempre più coraggioso, impavido, niente di spaventava, né rumori di moto, né frastuoni. Nemmeno i cani, quei rompicoglioni, che iniziano ad abbaiare e non la smettono più, che noia. Se qualcuno era particolarmente rognoso, tu mostravi i denti, ma lo facevi perché l’istinto ti comandava ma non eri convinto. Ti bastava salire sulle mie spalle, adagiardi per riprendere il coraggio.

Sapevi che con me non dovevi avere paura di nulla. Dovevamo sconfiggere la guerra. Nei momenti cupi, tu mi guardavi con quello sguardo, per dirmi, guarda ci sono io, il resto non conta. La guerra non la vincerai, ma hai me, per cui che ti importa il resto?

Ti devono dare il premio nobel della pace. Hai strappato sorrisi a tutti, a parte qualche figa di legno, ai bambini, alle signore, ai teen agers, a milioni di persone. Le vecchiette rincoglionite, con la schiena incurvata continuavano a chiedersi se era un gatto quello che vedevano al guinzaglio. Sei stato un grande catalizzatore di umanità e mio malgrado, sorridevo anch’io e permettevo che qualche bambino ti tirasse i baffi, piuttosto che incenerirlo all’istante.

Ecco, per te, amore mio, meglio di certi umani che non solo ti tradiscono, sperando che tu marcisca in prigione, ma rinnegano la propria storia. Tu no, mi sei sempre stato accanto, con amore, e questo amore è ricambiato.

Gimme a paw!

Hozier – Better Love

I once kneeled in shaking thrill
I chase the memory of it still, of every chill
Chided by that silence of a hush sublime
Blind to the purpose of the brute divine
But you were mine
Staring in the blackness at some distant star
The thrill of knowing how alone we are, unknown we are
To the wild and to the both of us
I confessed the longing I was dreaming ofSome better love, but there’s no better love
Beckons above me and there’s no better love
That ever has loved me, there’s no better love
Darling, feel better love
Feel better love

And I’ve never loved a darker blue
Than the darkness I have known in you, own from you
You, whose heart would sing of anarchy
You would laugh at meanings, guarantees, so beautifully
When our truth is burned from history
By those who figured justice in fond memory, witness me
Like fire weeping from a cedar tree
Know that my love would burn with me
We’ll live eternally

Cause there’s no better love
That beckons above me, there’s no better love
That ever has loved me, there’s no better love
So darling, feel better love
Cause there’s no better love
That’s laid beside me, there’s no better love
That justifies me, there’s no better love
So darling, darling, feel better love
Feel better love

Feel better love
Feel better love
Feel better love

Cause there’s no better love
That beckons above me, there’s no better love
That ever has loved me, there’s no better love
So darling, feel better love
Cause there’s no better love
That’s laid beside me, there’s no better love
That justifies me, there’s no better love
So darling, darling, feel better love
Feel better love

 

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