And he’s gotta be larger than life!

qui tunc it per iter tenebricosum
illuc unde negant redire quemquam.
at uobis male sit malae tenebrae
Orci. quae omnia bella deuoratis.

Ora procede per una strada oscura,
là donde si dice che nessuno torni.
Maledizione a voi, maledette oscurità infernali,
che inghiottite ogni cosa graziosa:

Era il sabato 3 dicembre quando decisi di fare un giro alla Caserma dei VVF di Como in occasione della festività della loro patrona: Santa Barbara.
In fondo doveva essere tutto tranquillo; avrei fatto qualche foto e me ne sarei tornato poco dopo.

Invece, in prossimità del “percorso fumo”, qualcuno ha avuto la malaugurata idea di far saper al mondo intero che sono un medico del 118. Ho visto la folla girarsi verso di me mentre le gote si infiammavano di vergogna (non poteva che essere diversamente).

Avrei fulminato (sempre per stare in tema) ben volentieri chi aveva profanato la mia privacy ma ormai il gioco era fatto: mi sentivo un po’ come un agente segreto della CIA quando gli salta la copertura.

Lo so, non sarei passato inosservato con il mio tele-zoom, un cannone che neanche i patriot possiedono sui loro tank, ma sarei stato indiscreto, lievemente ingombrante, sicuramente, e non avrei lasciato traccia di me se non poco più tardi su FB.

Invece i VVF colgono la palla al balzo per farmi infilare nel tunnel delle meraviglie, che – per inciso – avevo già provato poco prima, scardinando pure la pedana con il mio dolce peso (non ditelo a nessuno. Si stanno ancora chiedendo chi l’abbia rotta…)

Immediatamente mi ricordo dei versi catulliani riferiti al passero poco cinguettante, diciamo pure decisamente stecchito, della puella amata dal poeta: io dovevo entrare nelle tenebre e temevo di non fare più ritorno.

Durante la vestizione, vedo il ghigno dei pompieri: finalmente possono vendicarsi del solito rompipalle che sugli incidenti incomincia a chiedere:
mi scardini la portiera?, mi tagli lo spuntone?, mi tiri su il tetto?, allarghi per piacere il sedile?, tranci questi fili perché mi danno fastidio?, potete creare un varco tra i guardrail?; mi tieni la flebo?, sostenete la spinale?, mi fai luce qui, qui e qui?

Ecco! Un vero tormento. Così, credo che – occasione più ghiotta – per loro fosse quella di prendere il medico e fargli vedere le pene dell’inferno!

Mi caricano il bombolone sulle spalle, girano le cinture attorno alla panza, strizzandola per bene e mettendo in evidenza la mia ginecomastia. Cazzo, almeno potevo lasciarmi il giubboto così non si vedevano le tette.

Infilo la maschera e già mi viene la polipnea. Con tutti quei legacci neanche mi avessero messo la CPAP o fossi dentro il film “Il silenzio degli Innocenti”.
Sento il sibilo dell’aria dal bochettone, per fortuna: prendo un bel respirone.

Non so se riesco a resistere.

Ripasso a memoria i valori normali dell’emogasanalisi caso mai qualcuno dovesse chiedermeli. L’ilarità dei pompieri diviene sempre più evidente, direttamente proporzionale alle mie preoccupazioni.

Caricano di fumo i locali e mi ci buttano dentro, al buio completo!

Mi sento in procinto di morire. Gli ostacoli sono stati cambiati e non ho la telecamera… Nulla. Tenebre totali.

Mi lasciano andare; striscio lungo le pareti con il dorso della mano appoggiata al muro. Credo di investire due-tre manichini, faccio rotolare un bidone, dò una craniata non so bene a cosa; inciampo nella tenda, riconosco la pedana desolatamente senza risposta elastica sotto al mio peso e per finire inciampo nel materasso.

Mi ricordo quando, poco più di un infante, andavo alle giostre, nel tunnel degli orrori, dove ti sfiorara la ragnatela, o ti cadeva addosso lo scheletro di plastica durante il tragitto.

Mai più: giuro di non farmi intrappolare ancora. Dai, ancora pochi passi e vedo la luce. Respiri affannosi, gli obiettivi puntati, gli stessi sorrisi, ancor più larghi!
E stramazzo al suolo (beh, no, però faceva figo…). Un c̶o̶g̶l̶i̶o̶n̶e eroe caduto nella caserma dei VVF.

Sai che notiziona…!

Per confermare quanto detto ammirate le foto di Franco… E non ridete troppo…


Bonnie Tyler – I need a hero

Where have all the good men gone
And where are all the gods?
Where’s the streetwise Hercules to fight the rising odds?
Isn’t there a white knight upon a fiery steed?
Late at night I toss and I turn
And I dream of what I needI need a hero
I’m holding out for a hero ‘til the end of the night
He’s gotta be strong
And he’s gotta be fast
And he’s gotta be fresh from the fight
I need a hero
I’m holding out for a hero ‘til the morning light
He’s gotta be sure
And it’s gotta be soon
And he’s gotta be larger than life!
Larger than lifeSomewhere after midnight
In my wildest fantasy
Somewhere just beyond my reach
There’s someone reaching back for me
Racing on the thunder and rising with the heat
It’s gonna take a superman to sweep me off my feetI need a hero
I’m holding…

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