Per fortuna che l’amicizia ti salva la vita
unbacio

Pensa: per fortuna che l’amicizia ti salva la vita. Non oso immaginare cosa sarebbe successo in caso contrario, visto che per un bacio è stramazzato a terra, stecchito, con un emotorace massivo causato da un proiettile sparatogli proprio dall’amico.

C’è un qualcosa di perverso che non riesco a capire in questo film osannato da tutti; bellissimo, per l’amore del cielo -io amo Ivan Cotroneo per la sua freschezza e semplicità- ma qui davvero, a mio avviso, si vuole dare un significato completamente surrogato.

Non è un film sul bullismo di oggi e nemmeno sull’acne puberale. Semplicemente racconta la sociopatia vissuta da un gruppo di ragazzi ventenni, spacciati per adolescenti. Lorenzo è un disadattato, è il primo a non accettarsi sognando un ingresso trionfale e un riscatto che la scuola gli ha già dato. Ma no, lui vuole qualcosa di più rispetto ai suoi coetani. Vuole essere distinto e mettere un limite ben marcato.

L’altra disadatta è lei, Blu, che, dopo aver scopato tre ragazzi, a distanza di un anno, rivedendosi in un filmato, capisce che forse sarebbe meglio convertire le sue colpe in accuse: d’altronde l’hanno fatta bere, non capiva un cazzo e via… Bah, non ci arrivo proprio alla sua psicologia. Però la denuncia lei la formula bene, eccome. Certo, dopo un anno. Scusa, sei stronza.

Infine il bell’Antonio, tenebroso, idiota, che alterna comportamenti distimici non esprimendo però mai una vera e propria personalità. Deve cercare sempre delle motivazioni dal fratello morto e sepolto ma che gli appare prima di addormentarsi.

E il patatrac è fatto. Chi davvero sembra equilibrato è tutta quella coltre di ragazzi che frequenta la scuola. Il branco non esclude Antonio, anzi lo supporta e gli fa evitare una tragedia. Di più: lo rincuora restituendo il regalo che Lorenzo gli aveva dato.

Ovvio che poi succedono i casini. Lorenzo minaccia la libertà sessuale di Antonio, Antonio, lover incomprenso, viene semplicemente ignorato da Blu, perché troppo sempliciotto e ritardato, e Blu, beh, si accorge che è tempo di far fruttare la sua condizione di donna violentata.

Altro che amicizia! Un irrituale gesto patetico, un legame non compensato da nessuno dei protagonisti che tornano ad essere singoli, per scelta o per necessità. Appunto, alla faccia dell’amicizia che ti salva la vita.

Un film tristissimo, certo molto bello, con molti spunti musicali e coreografici, ma che non deve essere spacciato per quello che non è.

Il disagio della solitudine è il vero malessere, altro che tolleranza e accettazione! Sono tutte panzane. Hai voglia di giustificare sia il gesto estremo di Antonio attraverso l’abbraccio ancestrale del fratello Massimo; lui gliele sussurra tutte le motivazioni, ci sei andato tu a casa sua, ti è pure piaciuto, non puoi negarlo.

E il rifiuto, nodo indissolubile, su cui ovviamente chiunque non perfettamente formato a livello psicologico crolla.

Cretino doppiamente l’altro. Nel primo caso, per aver cercato di ottenere un insperato amplesso. Nel secondo, per risolvere il tutto con il bacio… Beh Lorenzo ha firmato la sua condanna a morte, non molto diversa dalle morti suicide dei teenagers americani.

Ecco, Ivan hai fatto un bel film, ma di certo l’amicizia non ti salva la vita, nemmeno aggiungendo la scena finale, mentendo spudoratamente a te stesso, dicendo che bastava poco. No, non bastava poco, no, assolutamente. E un bacio è una forma di violenza sessuale, se non approvato. Punto. Stop.

Dimentica – Mahmood

Sono solo
In questa stanza blu
Penso a quanto ho combattuto fino ad ora
A cosa fosse giusto per me
Sono solo
In questa stanza blu
Ogni ora sembra l’ora di ieri
Ogni buongiorno bagnato di monotonia
Ora ora ora ora
Solo non sei
Ore ore ore ore
Son le sei
Ora ora ora ora ora sei
Ora sei ora sei ora sei
Solo Dimentica
Dimentica
Dimentica
I morsi sul cuscino
Dimentica
Dimentica
Dimentica
I baci di giuda del mattino
Quei cento pugni sul muro
Questo mio cuore a digiuno
Polvere, polvere
Ora è polvere
Quel muro
Sto impazzendo
Sto impazzendo
In questa stanza blu
Chiudo la porta, le finestre
Non so più ridere
Ora ora ora ora
Solo non sei
Ore ore ore ore
Son le sei
Ora ora ora ora ora sei
Ora sei ora sei ora sei
Solo
Dimentica
Dimentica
Dimentica
I morsi sul cuscino
Dimentica
Dimentica
Dimentica
I baci di giuda del mattino
Quei cento pugni sul muro
Questo mio cuore a digiuno
Polvere, polvere
Ora è polvere
Quel muro
Ora ora ora ora
Solo non sei
Ore ore ore ore
Son le sei
Ora ora ora ora ora sei
Ora sei ora sei ora sei
Solo!

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