Piazza Nova Guest House Ferrara

Questa sarà la recensione che metterò su Booking.com sulla struttura Piazza Nova Guest House di Ferrara, dove ho soggiornato per una notte soltanto, dopo una gitarella fuori porta.

E’ stata un’esperienza che rispecchia l’andazzo dell’atavica attitudine degli italiani di fregare in qualche modo gli altri. Ho scelto l’albergo per il prezzo, per la votazione altissima della struttura e infine per, particolare non di poco conto, la sistemazione all’interno di un mini appartamento.

Mi sono detto che sarebbe stata perfetta per me, per mater e per Jake. Poche ore prima di partire prenoto la stanza e mi porto a Ferrara bello speranzoso di immergermi nell’atmosfera sonnolenta di una città ai bordi della Pianura Padana, che mi ha raccontato molto di sé nel libro stupendo Il Giardino dei Finzi Contini.

La guest house si trova in uno dei due corsi che taglia la città da Ovest ad Est. Davanti all’entrata, lascio Mater e cerco parcheggio nelle vicinanze. A lei è stato subito specificato, sulla soglia dell’alberghetto, che per il gatto ci sarebbe stato da pagare un extra e che sarebbero stati ben 30 euro.

Non immagino cosa abbia detto mater ma suppongo le stesse cose mie appena arrivato con il micione. 30 euro di extra per un gatto! Ora, io non discuto sul prezzo perché non ho la competenza giusta per poter esprimere un giudizio, probabilmente serve a coprire il costo di una squadra dell’Unisadec, che, bardata di tutto punto, tolga le più microscopiche contaminazioni feline e ogni singola traccia di DNA non umano; non  so, il noleggio di certi ghostbuster che caccino via ogni presenza anche spirituale di un micio.

Insomma, sì, il padrone ha avuto l’ardire di confermare che il prezzo serve a coprire il costo in più. Ripeto, non ho  competenze specifiche in materia, ma io faccio riferimento al prezzo normale da sempre pagato in tutte le strutture alberghiere di Italia, che, in genere, è sempre stato sui 10 euro. D’altronde il prezzo di una pensione per gatti, dove è curato e gli viene dato anche da mangiare è su quella cifra.

Ma io non rinuncio al mio Jake, e non ne faccio una questione di soldi, perché, grazie a Dio, me lo posso permettere. E se fosse necessario pagare anche 100 euro, lo farei. Ma pretendo che abbia un massaggio e un trattamento di tutto rispetto.

Non posso pagare un sovrapprezzo che è il 50% in più del costo di pernottamento. D’altronde è un gatto, non un tirannosauro. La cosa mi lascia perplesso.

Dopo la mia filippica, il proprietario, esasperato, mi conferma che applicherà uno sconto. Ma ormai il tavolo di cristallo è andato in frantumi, ormai il rapporto di fiducia si è incrinato. Sarebbe bastato semplicemente scrivere che il sovrapprezzo è pari a 30-40-100-1.000 euro e io avrei potuto scegliere PRIMA di prenotare. Non mi piace essere fregato a contratto avvenuto. Non perché non voglia pagare i soldi, se questi sono stati ritenuti equi dal proprietario, ma, visto che sono il cliente finale, posso permettermi in tutta libertà di scegliere che cosa volere per il mio gatto? E non poterlo fare, diciamo, non è il massimo della chiarezza.

Mi dispiace dirlo, perché l’albergo, o meglio il Room and Breakfast, è veramente incantevole, pulitissimo, curato. Merita tutto il punteggio di Booking,com. Il patio interno è spettacolare. Ma… ma. Non ci tornerò mai più.

Ah, per inciso, il costo extra, ridotto a 10 euro, non è stato compreso nella ricevuta di pagamento della stanza. Beh, diciamo allora disonesto due volte. Perché se è un costo extra me lo segni tutto completamente nel computo fiscale. Invece 10 euro, così intascati, sono in nero: probaiblmente andranno alla società di derattizzazione o meglio defelinizzazione.

Amen!

 

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