Diari di Viaggio – Livigno Olimpica

Livigno Olimpica

Non ci sono giorni da segnare. In fondo non è stato un viaggio ma un lavoro. Certo sono stati 8 giorni per le Olimpiadi, perché il Servizio d’Emergenza ed Urgenza mantenesse i suoi obiettivi per il 2026. E io li ho realizzati per tutti.

Sicuramente anche altri, ma quelli bravi erano nelle venues e il mio compito era limitato solo al Pronto Soccorso, mica al “Polyclinc”. Ho avuto tutto quello che potevo sperare. Un alloggio, sia a Tirano sia a Livigno (quest’ultimo veramente spettacolare), un’auto.

Sono stato fortunato che non ha nevicato, che le strade tutto sommato fossero percorribili. Non ho fatto molto, sono stato in Pronto, chiuso per 12 ore. Ho mangiato con gli altri che mi hanno dato un piatto di pasta. Hanno cercato di farmi togliere un’avvinazzata conosciuta da secoli perché non disturbasse i giochi olimpici. Ho fatto pure un trasporto di un ceco a Sondalo, e altre insuff. respiratorie a Tirano. Gli altri non hanno fatto niente.

Alla sera, alla ricerca del ristorante perduto. Invero alla prima sera ho mangiato riscaldandomi delle lasagne prese alla Coop. Ero già andato all’hotel Flora a mangiare alle una (stavo cercando l’hotel Angelica ma non l’avevo trovato). Non mi erano piaciuti molto i pizzoccheri. La seconda sera, dopo aver lasciato in malo modo l’hotel Angelica perché chiuso, mi sono rifugiato all’hotel Cervo, proprio vicino al mio ristorante. E lì devo dire di aver mangiato benissimo nonostante l’albergo fosse chiuso. Poi la sera successiva delusione all’hotel angelica. Ci metto ormai la croce su. E alla quarta sera, dopo essere stato in giro per le Venues, il cambio mi era stato dato alle 14,30, mi sono rifugiato all’Hotel Compagnoni, che era buonissimo ma non spettacolare. Le sere a Tirano, mi sono accontentato del Mc Donald’s e del cibo della Conad.

Il confort di Sondalo, lasciamo perdere. O meglio , sì carino, ma in un posto assolutamente improponibile, su in montagna. E poi a Sondalo è stato un disastro per la gamba, che me la sono trascinata per tutti gli altri giorni. Un peccato.

Infine, come ultimo giorno, un’escursione col Bernina Express a Saint Moritz. Una giornata spettacolare, rispetto al giorno prima, quando sono stato tutto il giorno in camera a riposarmi per il dolore alla gamba.

Bellissima, e questo me lo ricorderò in particolar modo, la giornata nelle venue di Livigno, alla Snow Park. Hanno omaggiato il campione olimpico Giovanni Franzoni. Lì veramente ho sentito lo spirito olimpico.