Nosy Be – I giorno

Nosy Be

Ecco, incomincia il viaggio. Nel pieno della notte, volerò sul mediterraneo, sul Nord Africa, e sul Mar Rosso per atterrare con le prime luci dell’alba ad Addis Abeba. La destinazione finale sarà Nosy Be, quell’isoletta poco lontano dalla costa nord-occidentale del Madagascar.
Sono le mie vacanze e quelle di Mater per quest’anno. Dodici giorni, compresi gli spostamenti in aereo. Non ho potuto fare molto. Ho accettato perché non volevo consumare tutte le ferie così che a dicembre non potessi avere una settimana. Lo ricordo lo scorso anno: quattro giorni stitici a Evia.
Ma non lamentiamoci.
Alla fine della fiera, sempre da quelle parti decido di andare. Insomma l’Oceano Indiano è di casa, per me è la periferia un po’ lontana di Camerlata.

La scelta di Nosy Be è stata casuale. È stata la Donatella della agenzia viaggi e le ho detto di sì. Avrei voluto andare in altri posti, tipo la Namibia o la Nuova Caledonia, ma le mie desiderata sono state bellamente ignorate, anzi nemmeno considerate. Pazienza.

Va bene Nosy Be, vicinissima a Mayotte. Africa pura, nemmeno una Provincia Oltremare della Francia! Sono un po’ preoccupato. Mayotte era il terzo mondo, ma almeno le strutture c’erano. In quest’isola, certamente molto turistica, non ha infrastrutture. L’aeroporto di Mayotte era lindissimo e moderno nonostante fosse circondato dalle baraccopoli, invece l’aeroporto di Focene Nosy Be, mi sa che è già tanto che abbia un terminal.

Google Maps non mente. Sul piazzale degli arrivi, ci sono giusto quattro sedie di plasticaccia che trovi all’Obi e una stradina. Però a differenza dell’isola dirimpettaia, qui ci sono i resort e una parvenza di turismo. Boh. Ho un po’ di ansia. Se fossi stato da solo, non mi sarebbe assolutamente importato nulla dell’africosità di Nosy Be, ma con Mater… vi saprò dire e racconterò.