Perché l'(A)Italia (Air One)non funziona?


E adesso mi incazzo! Ieri sono tornato da Roma e quelli di Air One sono riusciti a smarrirmi il mio bagaglio. Niente di particolare: due mutande, magliette e calzini rigorosamente sporchi e puzzolenti. Ma una cosa mi dispiace di più: i due libri di Giovanni Lombardo Radice su cui mi ero fatto apporre la dedica.
Lo sapevo che sarebbe andato così. All’ultimo minuto hanno cambiato gate. Dal 6 a quello 9. I minus habens degli addetti bagagli di Fiumicino non si saranno minimamente degnati di spostare il mio borsone e metterlo sull’aereo giusto. Almeno credo che le cose siano andate così. Ma è possibile? Non puoi portare sull’aereo il fructis della garnier e l’xs di Paco Rabanne e loro possono smarrirti quello che vogliono? No, non mi sta bene. Voglio il mio borsone e le cose puzzolenti ora, in questo momento. E’ una questione di principio!

ps: dopo aver scritto questo blog e dopo una sfuriata con un impiegato dell’Aviapartner (handling di Malpensa) mi hanno detto che era arrivata la borsa e che avrei potuto riavere le mie cose il giorno dopo. Ci voleva tanto? Bisogna sempre arrabbiarsi e mandare a fanculo tutti per ottenere qualcosa?

charliegolf

Nato a Varese nel 1968, risiedo a Como, sulle sponde del magnifico lago di manzoniana memoria, a pochi passi dalla Svizzera dove vado spesso a fare la benzina. Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Chirurgia d’Urgenza e di Pronto Soccorso in uno degli atenei più antichi d’Europa, cioè l’Alma Ticinensis Universitas, lavoro presso il 118 di Como. Quando non impegnato nella mia stimolante attività professionale, coltivo molti interessi: ho una passione per i viaggi, per le letture, per l’informatica (conoscendo i linguaggi di programmazione più comuni) e scrivo molto (ho pubblicato quattro libri).

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