Waltz with Bashir


Ho appena finito di vedere questo film bellissimo. Pensavo che non ci sarei mai riuscito perché l’hanno trasmesso in pochissime sale cinematografiche e per poco tempo. Sapevo che prima o poi al Lux di Cinelandia avrebbero dato questa pellicola, così stasera ho colto la palla al balzo e mi sono portato a Cantù.
E devo dire: bravi gli Israeliani. Bravi perché hanno ammesso una colpa di fronte al mondo intero. Ma non basta, perché l’eccidio dei palestinesi nel sud del Libano è un granello di sabbia nel deserto di colpe che hanno tutti indistintamente in questa terra martoriara e mai libera.
Non è un film sulla responsabilità degli israeliani o sulle colpe dei palestinesi perché non se ne verrebbe più fuori.
E’, invece, il viaggio intimo e del tutto personale di un soldato dell’IDF scavando nella sua memoria e in quella degli altri militari che hanno partecipato all’invasione del Libano.
Ma soprattutto il film denuncia quella grande voglia di vivere nella pace e nella normalità. Militari giovani che si fanno un autoscatto lasciando la macchina fotografica sulla canna del carro armato, che suonano la chitarra sulla spiaggia, che invidiano gli altri giovani nei bar, che sognano nell’aeroporto di Beirut semidistrutto dalle bombe e si fanno il bagno nel mare di Sidone.
Il sogno evapora immediatamente sulle note di this is not a love song e si convive con la morte e la distruzione. La gioventù inaridisce presto e ci si dimentica in meno di 20 anni degli orrori della guerra.
Questo è raccontato nel film di animazione.

charliegolf

Nato a Varese nel 1968, risiedo a Como, sulle sponde del magnifico lago di manzoniana memoria, a pochi passi dalla Svizzera dove vado spesso a fare la benzina. Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Chirurgia d’Urgenza e di Pronto Soccorso in uno degli atenei più antichi d’Europa, cioè l’Alma Ticinensis Universitas, lavoro presso il 118 di Como. Quando non impegnato nella mia stimolante attività professionale, coltivo molti interessi: ho una passione per i viaggi, per le letture, per l’informatica (conoscendo i linguaggi di programmazione più comuni) e scrivo molto (ho pubblicato quattro libri).

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