Capri Time post Coviddi II giorno

Non speravo di trovare un cielo perfettamente azzurro come quello della giornata di oggi. Continuava a guardarmi attorno tra il verde della macchia mediterranea e l’azzurro smeraldo del mare.

Dopo la colazione, di cui vi ho postato un’anteprima della tavolata di torte (ne ho assaggiato solo due fettine), siamo partiti subito in tromba percorrendo la scalinata che portava al crinale di Capri. È faticosa, non lo discuto, ma certamente non è così impossibile da percorrere. Via del Mulo, secondo la segnaletica deriverebbe da una variazione della parola “molo”, ma io vorrei ben pensare che mulo è quel povero animale che doveva arrampicarsi su per l’erta stradina. E io sono stato un mulo. Dopo aver perso litri di sudore arriviamo sul crinale, il punto più in piano di tutta l’isola. Vuoi non incamminarti ad Anacapri? Mater mi implorava di lasciarla tra i tornanti che si inerpicano. In effetti la scalinata del Mulo è nulla rispetto all’erta fatta per arrivare su ad Anacapri. In alcune occasioni abbiamo preso la scala fenicia per evitare i tornanti, ma i gradoni tagliavano le gambe e il respiro. Che spettacolo, però. Con le ultime forze arranchiamo su fino in cima, Mater si ripiglia subito sulla strada pianeggiante e piena di negozi. Sembra che la fatica immensa non l’avesse nemmeno sfiorata.

Saliamo con la seggiovia, questa volta ci stava. Io mi cagavo sotto. Non per altro perché avevo lo zaino, la borsa di Mater e non sapevo dove metterli su quell’angusta seggiola che viaggiava almeno a centro metri nel vuoto. Siamo arrivati senza fare figure, riuscendo a disincastrarmi dal seggiolino in un tempo ragionevole. La veduta dal Monte Solaro era davvero magnifica ed eccelsa. Vuoi anche per il tempo stupenderrimo.

Un giro soft ad Anacapri tra i negozi di souvenir. Mater sembrava rinata. Soprattutto con la macedonia e il gelato presi in una gelateria proprio di fronte alla chiesa. Al ritorno abbiamo usato il pulmino. Almeno siamo arrivati alla piazzetta, punto nevralgico e centro di tutta l’isola. Ma subito mi è venuta un avversione per tutte quelle cose turistiche così piano piano ci siamo trovati nella vegetazione rigogliosa del sentiero del Pizzo Lungo. Una bella camminata piacevole tra il fresco degli alberi e gli scorci del cielo limpido. Non abbiamo fatto il conto con l’ultima salita che veramente ci ha stroncato le gambe. A Mater è venuta la crisi isterica. Ha incominciato a reclamare la sua vecchiaia come un trofeo. Io un’altra sudata. Ma alla fine abbiamo chiuso ad anello il percorso iniziato così senza sapere dove andare e ci siamo ritrovati di nuovo nella piazzetta di Capri. Da lì poi ci siamo portati all’albergo con tanto di pulmino. Non riuscivo più a camminare dopo ben otto chilometri fatti a piedi, sotto il sole e con pendenze proibitive…


Articoli simili

Lascia un commento