Perché Charliegolf?
Per una semplice ragione: ho voluto raggruppare, con la codifica internazionale, le iniziali del nome e del cognome.
Carletto, pur non dispiacendomi e rendendomi singolare nei confronti degli altri, è proprio un nome brutto. Ha un sapore di antico, di casolare dove la legna è accesa nel caminetto e di stantio.
No, davvero, non mi riconosco in questo Carletto.
Per quanto riguarda il cognome…, bé, non vorrei identificarmi in una regione geografica.
CharlieGolf mi sembra un accostamento singolare, vivace, un riferimento proiettato nella modernità e nel futuro, ma, allo stesso tempo, ancorato alla mia persona.
Il logo del primo sito, rappresentato dalle lettere c e g incatenate tra loro, era legato alle iniziali del nome e del cognome.
Ultimamente mi sono stufato di quel charliegolf.
Ho sviluppato un stemma, un coat of arms, inventato e partorito dalla mia fantasia.
In uno scudo gotico è presente un destrocherio d’argento che simboleggia la forza, il coraggio, la manualità, l’intelligenza nel fare le cose.
La spada inequivocabilmente rappresenta la chirurgia verso la quale mi sono votato, specializzandomi nell’urgenza e nel pronto soccorso. Ha il significato di precisione, concetrazione, fermezza e buoni proposti; è l’arma con la quale difendersi dalle ingerenze della vita. L’integrità dei pensieri  è data dal taglio che il bisturi provoca nei tessuti: preciso e lineare.
Il bisturi deve togliere ma anche salvare.
La stella della vita …, lo so, non è un simbolo araldico ma, visto che il sigillo è di fantasia, mi sono permesso di inserirla nello scudo. La star of life, in inglese, è il lavoro, lo sforzo quotidiano di salvare la gente e le persone che stanno male.
E’ sorretta, quasi, dalla punta della spada e occupa un posto importante nello scudo, cioè nel capo e a destra, in posizione predominante.
Mi sono anche sforzato di produrre un logo latino che potesse distinguermi: Comensis Medicus in Urgenti et Salae Medicametarie Chirurgia Versatus.
Ovviamente accostato al nome e cognome, anch’essi latinizzati, cercando di evocare l’ironia del nome che spesso viene suscitata nelle persone quando mi incontrano.