20 centimetri


Marieta è una transgender sofferente di narcolessia che sogna di divenire donna. Fa la prostituta e fatica a risparmiare i soldi necessari per pagarsi l'operazione di rettifica degli attributi. Quando si innamora di Raùl, un bel ragazzo che non sembra resistere al suo fascino, è molto in imbarazzo perché non si è ancora sbarazzata dei suoi "20 centimetri".

Di fatto è un musical. La storia della transessuale viene dopo. Attorno c’è tanta gente in questa Madrid poco caratterizzata. I personaggi sono delle macchiette, delle caricature.

Il film in fondo è piacevole, diverte, nonostante le critiche, nonostante i noiosissimi confronti con il regista di Almodovar. I balletti sono strepitosi, solari, divertenti. Riscattano quel mondo di periferia, di brutture, di tristezze, che si percepisce in certe scene. Ad esempio, l’inizio del film si apre sulla protagonista che giace addormentata, perché affetta da narcolessia, dopo essere stata abbandonata dal cliente di turno.

Un mondo, quello della prostituzione, non proprio idilliaco ma reso meno drammatico dai sentimenti sinceri provati per questo Raùl.

Mi è piaciuto parecchio davvero.