Allacciate le cinture


Lecce, 2000. Elena, cameriera in un bar, lavora insieme a Silvia e al suo coinquilino gay Fabio. I tre sono amici, ma tra loro nascono degli screzi a causa dell'arrivo di Antonio, un meccanico omofobo e razzista.

Antonio frequenta il bar dove i tre lavorano per incontrare Silvia, ma finisce per incontrare spesso anche Elena, alla quale rivela un giorno di essere dislessico. Mentre Elena sembra attenuare il suo disprezzo per Antonio, mette su con Fabio un progetto per rilevare una stazione di rifornimento e trasformarla in un bar. Intanto il rapporto tra Elena e Antonio si tramuta in attrazione fisica, nonostante Elena sia fidanzata da due anni con Giorgio. Un giorno Elena si lascia trasportare dai suoi istinti e segue Antonio nella sua officina, dove i due sfiorano l'amplesso. In seguito i due iniziano a frequentarsi.

Tredici anni dopo. Elena e Fabio celebrano l'anniversario dell'apertura del loro locale, pieno di gente e amici. Elena ha già due figli: una bambina di dieci anni e un bambino più piccolo; ma suo marito non è Giorgio: è Antonio. Elena è sempre amica e socia d'affari di Fabio, frequenta spesso sua madre Anna e la stravagante zia Viviana, mentre il rapporto con Antonio è problematico: le differenze caratteriali li portano a frequenti liti, alle quali assistono impotenti i bambini.

La vita indaffarata e piena di progetti di Elena subisce un improvviso arresto quando, in seguito a un controllo casuale, le viene diagnosticato un tumore al seno, che dovrà curare con un ciclo di chemioterapia. Mentre le si stringono vicino i familiari e gli amici, Antonio sembra trincerarsi dietro un muro di dolore invalicabile. In questo contesto, Elena trova anche un'inattesa amicizia con Maricla, una parrucchiera, ex amante del marito.

Le cure e la malattia costringono presto Elena a rinunciare al lavoro e a trovarsi ricoverata a più riprese in un ospedale, dove fa conoscenza di una dottoressa che, tredici anni prima, era stata cliente del bar dove lavorava, e di una simpatica compagna di stanza, Egle. In queste circostanze Elena e Antonio riscoprono la passione che li aveva uniti tredici anni prima, tanto da fare l'amore in ospedale, nonostante le terribili condizioni fisiche della donna, ormai in una fase avanzata della malattia.

Una mattina Egle muore ed Elena cade in preda a profondo turbamento, nonostante la dottoressa la rassicuri sulle possibilità di guarigione. Elena decide comunque di scappare e tornare a casa. Qui ha una visione del futuro, tra sogno e premonizione: tutta la sua famiglia vestita di bianco si stringe alla nuova compagna di Antonio, la parrucchiera Maricla, per la nascita di una bambina, a cui viene dato proprio il nome di Elena.

L'arrivo del marito in carne ed ossa interrompe la visione. L'uomo, invece di riaccompagnarla in ospedale, decide di portarla nella caletta dove tredici anni prima avevano fatto l'amore per la prima volta. Mentre se ne stanno andando, con l'auto rischiano di scontrarsi con una coppia in moto: sono loro stessi, tredici anni prima, che stanno arrivando proprio in quella spiaggia.

Anno 2000. Elena e Antonio sono costretti a rivelare la loro relazione. Elena, messa alle strette, dà appuntamento all'amica Silvia per dirle tutta la verità. Quando le due si incontrano la rivelazione di Elena viene preceduta da una contro-rivelazione di Silvia, che confessa una relazione con il ragazzo di Elena, Giorgio, mentre Antonio è solo una sorta di diversivo e copertura. Silvia scoppia a piangere, ma Elena e Fabio iniziano a ridere, lasciando l'amica sorpresa ma contenta.

C’è solo un motivo per cui ho preso questo film terribile e non c’è bisogno di dirlo. Tutto il resto da buttare.