Guadeloupe – 4° giorno

Con la scusa del beach party, ieri si è fatto ancora tardissimo.

Tutti a ballare sotto le palme, la luna, i nuvoloni chiari e la baia.

Ovviamente litri e litri di cubalibre scorrevano come una marea in piena.

Oggi avrei tanto voluto affittare una “voiture” ma lo sciopero dei benzinai di Guadaloupe, ha blocato tutti i contratti. Però mi sono rifatto al mare dove il cielo era perfettamente azzurro, un cielo da primavere e per nulla asfissiante.

Ho dormicchiato sotto le palme, Carlo scrutava attentamente le milf in topless (che gusti!). E ci siamo spiaggiati. Il wifi è definitivamente morto per cui questo post lo metterò appena si libera la linea.

Il problema che non capisco è che per sta merda di servizio ti fanno pagare ben 20 euro. Dimmi che cosa cambiano per l’economia del Med questi 20 euro, quando puoi bere e mangiare tutto quello che desideri a qualsiasi ora del giorno e della notte, quando ti danno a momenti il bacio della buonanotte e ti fanno fare corsi di yoga zen camasutra sul pontile al balugginio del tramonto? Ecco, quei venti euro mi stanno proprio sulle palle.

Nel pomeriggio volevo prodigarmi nel trapezio volante. L’avrei anche fatto ben volentieri. Ma c’era una nutrita schiera di gente così per timore di fare figuracce, mi sono subito tirato indietro. Mi vedevo a mo’ di quadro di picasso con una gamba di qua, un braccio di là e la testa incastrata nel trapezio. Non volevo essere l’attrazione del villagio, stile la donna cannone.

Carlo invece si è messo a giocare un’appassionata partita di calcetto con la stessa foga di un incontro tra il Paris Saint Germain e l’Ajax. Ovviamente ne ha prese tante da quei ragazzetti francesi terribili che diventavano degli hooligans piuttosto che bravi ragazzi di un villagio del Club Me(v)d, calciando sugli stinchi come se non ci fosse un domani.

Io ero lì pronto ad intervenire nel caso di terribili incidenti e traumi cranici e già mi vedevo sull’ambulanza a trasportare qualcuno all’Ospedale di Pointe a Pitre. Beh adesso prepariamoci ad un’altra notte maledetta al chiarore della luna.


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