Mettere a rischio l’incolumità dei passeggeri di un intero aereo

Ringrazia il cielo che non avessi a portata di mano una fiala di Diprivan; te l’avrei fatta senza indugio, direttamente in giugulare e ti avrei lasciato rantolare per terra fino a quando i tuoi neuroni si fossero ripresi dal cortocircuito. Non sarei stato così gentile come lo staff della compagnia aerea, ti avrei preso a calci nel culo e fatto rotolare giù dai gradini della scaletta.

Ma andiamo con ordine: volo Easy Jet 2286 Malpensa-Luton delle 17.00 del 31 dicembre 2016, già in ritardo per la totale e completa disorganizzazione del personale di terra, per la tracotanza dei viaggiatori che pretendevano di stivare bagagli a mano grandi come tavole da windsurf, per la comitiva di cinesi che doveva entrare in un’area non schengen passando da un paese europeo (però i coreani avevano accesso libero, mah!), per la famigliola di Gioia Tauro, presumo dall’accento di uno dei rappresentanti, che pretendeva di imbarcarsi con la carta d’identità non valevole per l’espatrio.

Ecco, niente di male, ma era l’ultimo volo dell’ultimo giorno del 2016 per Londra e tutti dovevano garantirsi l’happy new year a trafalgar square. Sai, il tiggi di italiauno, studioaperto, aveva dedicato un ampio servizio nell’edizione delle dodicieventicinque. Come mancare ad un avvenimento così importante? Certo, c’era l’ancor più ultimissimo volo per London Gatwick ma considerata la coda chilometrica davanti al gate, non credevo che ci sarebbero state buone possibilità per prenderlo.

Ruzza di qua, ruzza di là, tra nervosismi e whattsupate compulsive, riusciamo a chiudere l’aereo e la stiva bagagli. Tutti si calmano, Londra è dietro l’angolo, il meteo è buono, la bolla di altapressione arriva sù fino alla East Anglia, per cui tempo perfetto senza turbolenze. Tutti in silenzio, io nel mio sedile 5f,  mentre riprercorro con la mente il tragitto tra l’aeroporto e la prima fermata utile della underground, Hendon o Bent Cross, transitando sulla Motorway 1, quando, esattamente dietro di me, hai iniziato a gridare come un ossesso. Un pugno che a momenti scardinavi il mio di sedile (te lo avrei restituito con altrettanta foga), un porcone udito distintamente in tutta l’area areoportuale e persino dall’ultima avèrla rintanata in qualche angolo remoto del Parco Ticino e uno sproloquio.

Mi sono girato di scatto, ti ho incendiato con lo sguardo e davvero ringrazia che non avessi avuto nulla dietro per infilartelo nel collo. Altro porcone gridato dal padre seduto sulla sinistra, il fratello sprofondato sotto il sedile e la madre dall’altra parte del corridoio, una fila avanti, con la faccia  contrita che neanche la Madonna della Pietà. “Voglio scendere” hai gridato con un decibel che ha sovrastato il rombo dei motori. Il padre, con la faccia congestionata in preda ad un raptus di follia, incline al figlicidio, sperava in un rinsavimento del pargolo. Uno steward della tua stessa stazza ti ha parlato in inglese. Immagino che cosa avessi capito quando il tuo italiano era alquanto stentato. In altre parole ti ha chiesto se per caso avessi voluto un bicchiere d’acqua. Io invece ti avrei portato un barile pieno: per affogartici dentro.

Un gruppo di testine calde ha iniziato a sbraitare, urlando all’unisono finocchio e reclamando una partenza immediata. Lodon calling, la figa anche (avrei aggiunto io). La situazione presto sarebbe degenerata in rissa. Lo sentivo dentro di me, affranto e depresso. Già mi vedevo un aterraggio d’emergenza in un aeroporto di un’Europa non meglio definita tra la Frisia Occidentale e un lander tedesco o un dèpartement cagoso… e addio all’happy new year. Per fortuna che un’hostess con tutti i centimetri a posto ha fatto annusare a loro la jolanda; gli scalmanati si sono immediatamente acquietati con effetto soporifero.

Ok! Giù tutti e via con le misure antiterrorismo. Eccheccazzzo! Dicevo dentro di me: aprite il portellone, fatelo scendere e via. Fosse stato così semplice! Lo steward che sembrava un giocatore di rugby chiedeva alla madre di garantire per lo sgorbio di natura che aveva partorito, ma lei muta. Capisci: eri l’amichetto del figlio della famigliola di Gioia Tauro e partire senza il Giggi di turno non se ne parlava nemmeno! E io, se fossi stata in lei, a ceffoni ti avrei preso, ti avrei urlato che eri un delinquente perché stavi mettendo a repentaglio l’incolumità dei passeggeri di un intero aereo. Altro che scusanti! Invece lei negava l’evidenza, strano-non-ha-mai-fatto-così, sempre-stato-docile-come-un-agnellino. Già! Come un manzo, vista la statura del minus habens.

Un’altra hostess era ancora lì con le braccia aperte impietrita da quando aveva indicato le due uscite posteriori; sembrava il Cristo Redentore del Corcovado a Rio de Janeiro. A momenti si metteva a piangere. Io che sbuffavo come un treno a vapore. Il gruppo di facinorosi ancora non per molto atrofizzato dalla sventata della filippa, sarebbe ripartito alla ricarica.

Riconoscimento dei bagagli a mano riposti sulle cappelliere, quattro fila avanti e altrettanto indietro. Le cinesi sedute di fronte a me non capivano ‘na mazza, così si sono ritrovate le loro cianfrusaglie a terra. Poi controllo dei sedili. La polizia è salita, ma dopo aver visto lo sguardo di disapprovazione generale di ben 150 persone, ha desistito ad altri controlli. Chiusura di nuovo dell’aereo, rilettura delle procedure di sicurezza con il solito teatrino e finalmente in pista per il rullaggio. Ecco potevo ora concentrarmi nell’organizzazione del mio viaggio. Sventato pericolo e happynewyear garantito a trafalgar square.

X Ambassadors, Jamie N Commons – Jungle

[Intro: Sam Harris]
Yeah
Yeah
Yeah

[Verse 1: Jamie N Commons and Sam Harris]
Well it’s too long living in the same old lives (yeah)
I feel too cold to live, too young to die (yeah)
Will you walk the line, like it’s there to choose? (oh)
(oh lord) Just forget the wit, it’s the best to use

[Refrain: Sam Harris]
Oh lord
Oh lord
I said oh lord

[Hook: Jamie N Commons and Sam Harris]
Won’t you follow me into the jungle (yeah)
Ain’t no god on my streets in the heart of the jungle (oh lord child)
Won’t you follow me into the jungle (yeah)
Ain’t no god on my streets in the heart of the jungle (oh lord child)
Won’t you follow me into the jungle

[Verse 2: Jamie N Commons and Sam Harris]
I lost my mind, in the city of lights (yeah)
In the backstreets buildings and the neon lights (yeah)
When I heard the thunder, I could feel the rain (yeah)
It’s the same to me, just a different name


Yeah, I wear my chain to the gameBut for the game I sip champagne from the world cupOh yeah, I’m here to stir shit upI pray on a hill in BrazilTo Christ the RedeemerBut most kids worship us(Ah!)I’m just warming upI’m almost readyTurn it up a bit more in the headphonesCheck me out though, lookIt’s cops to dodge in the city of GodTo reach the goals of these soccer starsThere’s records to break, medals to takeFlags to wave, the city is oursThere’s ceilings to climb, the road windsOnly lights is those from a BeamerIt’s nice to pray in front of Christ the RedeemerIf your God is bigger than my God up thereMy God bigger than your God down hereWhom shall I fear?It’s foretold by Calogero, most Bronx tales don’t end wellEspecially when your own country treats you like an infidelThere’s odds against it ends wellDon’t box me into the corner, IFloat like a butterfly, sting like Muhammad AOn training day I go too hard, ask Antoine FuquaI am Godzilla of these favelas, new God flowWon’t you follow me into the jungle? (yeah)Ain’t no God on these streets in the heart of the jungle (oh, Lord child)Won’t you follow me into the jungle? (yeah)Ain’t no god on my streets in the heart of the jungle (oh lord child)Won’t you follow me into the jungleI lost my mind, in the city of lights (yeah)In the backstreets buildings and the neon lights (yeah)When I heard the thunder, I could feel the rain (yeah)It’s the same to me, just a different nameWon’t you follow me into the jungle? (yeah)Ain’t no God on these streets in the heart of the jungle (oh, Lord child)Won’t you follow me into the jungle? (yeah)Ain’t no god on my streets in the heart of the jungle (oh lord child)Won’t you follow me into the jungle

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