Phu Quoc IV giorno

Il quarto giorno è stato all’insegna della gita fuori porta: destinazione Pineapple Island per mezzo della funivia più lunga del mondo.

Ci hanno portato alla stazione, su un promontorio a ridosso della città di An Thoy. Terribili visioni di mostri immobiliari ci accompagnavano per il tragitto. L’ultima, inguardabile, un intero paesino costruito nei pressi della stazione. Case colorate, con lo stucco anticato, che vagamente ricordavano la Liguria.

Davvero indigesto: siamo in Vietnam, non a Camogli! Cosa copiate i nostri gioielli per renderli degli ecomostri non solo ambientali ma anche culturali? Veramente la cosa mi ha portato un grosso dispiacere.Sono solo contento di essere riuscito a vedere questa isola che è ancora autentica, ma tra due anni sarà irriconoscibile, devastata e… senza un’identità.

Comunque, la funivia è spettacolare. Un’idea semplice ma geniale. Dei piloni, alti centinaia di metri, dislocati nei vari isolotti, sostengono le funi d’acciaio che muovono le cabinovie.

Un lavoro di ingegneria ma con un’idea sorprendentemente semplice. Lo facessero a Como sarebbe una cosa davvero utile. Dal centro di Cantù alla Stazione Lago di Como. Ma noi non riusciamo a progettare il futuro. Siamo morti dentro. Heghel ha segnato la fine della nostra ciivltà. Siamo destinati al tramonto. Qui nel Siam, al di là delle scopiazzature, la gente crede nel futuro e vuole viverlo davvero (sperando che non facciano indigestione).

Una volta a Pineapple Island, anche qui un parco acquatico costruito nel giro di un anno, ancora in costruzione, ci siamo diretti all’unica spiaggia di sabbia. Eravamo tutti stipati – russi, cinesi, vietnamiti e italiani. La location era bella, ma non ci si poteva nemmeno muovere.

Tempo di una passeggiatina nella, per fortuna, ancora conservata foresta equatoriale e una nuotata, un buffet vietnamita, rigorosamente con le bacchette. Ho solamente assaggiato un po’ di riso….

E alle 15, con il buggy service, costeggiando l’Acquafun, siamo tornati di nuovo sulla cabinovia. I colori al ritorno erano più brillanti, il verde davvero lussurioso, il mare quasi cristallino, la bidonville di An Thoy era a tratti affascinante (almeno dall’alto non si sentiva la puzza)….


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