Waltz with Bashir

IDF1

Ho appena finito di vedere questo film bellissimo. Temevo di non riuscirci perché lo trasmettevano in pochissime sale cinematografiche e per poco tempo. Tuttavia sapevo che prima o poi al Lux di Cinelandia avrebbero dato questa pellicola, così stasera ho colto la palla al balzo e mi sono portato a Cantù.

Che dire? Bravi gli Israeliani.

Bravi perché hanno ammesso una colpa di fronte al mondo intero.

Certo non basterà perché l’eccidio dei palestinesi nel sud del Libano è un granello di sabbia nel deserto di colpe che hanno tutti indistintamente in questa terra martoriara e mai libera.

Non è un film che punta il dito sulla responsabilità degli israeliani o sulle colpe dei cristiani libanesi.

È invece il viaggio intimo e del tutto personale di un soldato dell’IDF che scava nella sua memoria e in quella degli altri militari che hanno partecipato all’invasione del Libano per cercare la verità.

Non è un film denuncia ma desidera trasmettere quella grande voglia di vivere nella pace e nella normalità da parte dei militari – giovanissimi – che si fanno un autoscatto lasciando la macchina fotografica sulla canna del carro armato, che suonano la chitarra sulla spiaggia, che invidiano gli altri giovani nei bar, che sognano nell’aeroporto di Beirut semidistrutto dalle bombe e si fanno il bagno nel mare di Sidone.

Il sogno evapora immediatamente sulle note di this is not a love song e si ripiomba nella consapevolezza di convivere con la morte e la distruzione.

La gioventù inaridisce presto e ci si dimentica in meno di 20 anni degli orrori della guerra.

Questo è raccontato nel film di animazione.


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