Un passaporto, la libertà

Sono uscito dall’Ufficio Passaporti di via Italia Libera trionfante. Tra 15 giorni, se tutto va bene, avrò un bel passaporto nuovo fiammante, intonso e potrò godermi altri 10 anni di libertà.

Quello vecchio scadeva a giugno del 2022. Stavo entrando in quella zona grigia di 6 mesi in cui il passaporto è valido ma non a sufficienza per garantirti appieno la libertà.

Ho giocato d’anticipo, ho preferito presentare la domanda ora, ad ottobre, in cui non ho in programma altri viaggi, momento in cui c’è poca gente e non bisogna aspettare 4 mesi per ottenerlo.

Mi spiace parlare male della Polizia, e intendo quella di Stato, prima che qualche persona permalosissima, sensibile al Blu di Prussia, mi blocchi ancora dai loro canali soscial. Con la Polizia, al lavoro, mi sono sempre trovato benissimo e non posso di certo lamentarmi.

Ma questo bizantinismo per ottenere un passaporto mi fiacca e mi lascia esausto.

Alla fine, dicevo, sono uscito vincitore. Ho superato le prove di Jumanji; sono avanzato di tutte le caselline del gioco dell’oca, la regina reginella mi ha detto di quanti passi avrei dovuto avanzare.

Vado sul sito, mi autentico con la CIE, ma la domanda non viene compilata in automatico. Lo devi fare tu. Ma vi rendete conto? E per quale motivo mi devo autenticare allora? Che cosa credono? Che possa inserire le credenziali della Sailor Moon? Nome, cognome, indirizzo, figli minori, altezza e colore degli occhi. Dai, in fondo sono quattro domande a prova di imbecille.

Prenoto l’appuntamento. Tempi accettabili, una settimana. Ieri ho fatto la caccia al tesoro. Per fortuna che sono andato al Bennet dove il campo di azione era limitato. Marca da bollo, adesso si chiama telematica, fa più fico, di 73 euro e spicci. Mi accodo dietro ad una fila lunghissima di imbesuiti che comprano e grattano biglietti come se fosse un pellegrinaggio. No, non voglio un gratta e vinci, mi dia la marca da bollo.

Di corsa, alla macchinetta delle foto. 6 euri. Jake non è tanto per la quale, si oppone alla mia insistenza nel farlo entrare nella cabina. E se facessi una bella foto con Jake da mettere sul passaporto? Per l’amore del cielo! Figurati. Scatto la prima foto. Ho una faccia tra lo schifato, il rassegnato e la presa per il culo.

Scappo in posta. Stranamente deserta. Ma che beeeeel gatto. Senta mi dia il bollettino per il pagamento del nuovo passaporto. Me ne da uno con vistose righe rosse. Tre tagliandi, 42 euro e 50 da scrivere per tre volte ma soprattutto devo mettere chi lo esegue.

Jake lo piazzo sul bancone, le sportelliste sono entusiaste e non notano la mia nevrosi.

Oggi, dopo 4 giri a vuoto tra viale Roosevelt, via Cadorna, via Milano, trovo un parcheggio. Arrivo alle 11,20. L’appuntamento era alle 11.30. La signora prima di me viene subito cazziata da un cerbero. No, le foto non vanno bene, no, non vede che sono piccole, che non sono colorate come dico, che, vede?, sono solo per la carta elettronica. Chi parla è un donnone che fa di tutto per rendersi la persona più simpatica e accogliente di questo mondo.

Mi siedo allo sportello. È lei Carletto Genovese? Pare di sì. È nato a Varese… Sì, però se non lo facciamo sapere a tutto il circondario, gradirei. Perché non ha stampato la ricevuta e ha compilato il modulo? Sa che è sbagliato? Scusi, non pensavo che nella ricevuta ci fosse ANCHE il modulo compilato. Il link da parte, me lo ha fatto scaricare e l’ho compilato. Non è che ci voglia la scienza infusa per riempire due campi! Mi dica in cosa è sbagliato? Nessuna risposta.

All’improvviso, ecco, con un ghigno, trova il punto debole, il passo falso. Ha portato la fotocopia della CARTA d’IDENTITA’ ELETTRONICA? No, guardi, questo è il passaporto. Ma non è più valido. Lei è un pubblico ufficale, le ribatto con nervosismo. Mi sono autenticato col PIN, col PUK, con la impronta digitale, con la tecnologia NTF, col Samsung, con l’OTP e lei vuole la fotocopia? Mi dica che sta scherzando?

Malefica, penso dentro di me. Fastidiosissima come la sabbia nelle mutande, come la ragade non ancora infiammata, come il pezzetto di carne infilato tra i denti. Temo che mi rimandi al via. Provo a formulare la domanda: regina, reginella, anzi, reginellona, quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello? Ho paura di iniziare a rifare tutte le caselle del gioco dell’oca. Ma siamo al Medio Evo, lei vuole disboscare la foresta amazzonica! Non ha sentito le Greta? Cerco di protestare con poca convinzione. Figurati: che gliene frega di tutto ciò?

Esco con Jake in braccio, attraverso la strada, entro in Croce Rossa. Mi faccio fare la fotocopia. Tempo stimato 3 minuti netti, 5 metri di distanza. Rientro trionfale con i fogli fotocopiati in Questura. Glieli sventolo sotto il naso. Lei si sente vinta. Non ha più scusanti. Pensava di avere a che fare con un deficiente? Siamo nel Medio Evo! Glielo ripeto. Lei risponde, sì siamo retrogradi. La guardo dritta negli occhi. Questo lo ha detto lei. E finalmente sono sincero, sono sicuro di aver fatto breccia nel suo cuore arido, nascosto da un massiccio davanzale.

Mi dà la ricevuta, mi spiega che devo lasciare passare almeno 15 giorni. Vuole fare ancora la saputella la balenottera. Non la faccio finire di parlare ed esco trionfante come Roky Balboa che inneggia alla sua Adriana. Le auguro nel frattempo le peggiori cose… e mi scrollo la sabbia dal culo.

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At first I was afraid, I was petrified
Kept thinking I could never live without you by my side
But then I spent so many nights thinking how you did me wrong
And I grew strong
And I learned how to get along
And so you’re back
From outer space
I just walked in to find you here with that sad look upon your face
I should have changed that stupid lock, I should have made you leave your key
If I’d known for just one second you’d be back to bother me
Go on now, go, walk out the door
Just turn around now
‘Cause you’re not welcome anymore
Weren’t you the one who tried to hurt me with goodbye?
You think I’d crumble?
You think I’d lay down and die?
Oh no, not I, I will survive
Oh, as long as I know how to love, I know I’ll stay alive
I’ve got all my life to live
And I’ve got all my love to give and I’ll survive
I will survive, hey, hey
It took all the strength I had not to fall apart
Kept trying hard to mend the pieces of my broken heart
And I spent oh-so many nights just feeling sorry for myself
I used to cry
But now I hold my head up high and you see me
Somebody new
I’m not that chained-up little person still in love with you
And so you felt like dropping in and just expect me to be free
Well, now I’m saving all my lovin’ for someone who’s loving me
Go on now, go, walk out the door
Just turn around now
‘Cause you’re not welcome anymore
Weren’t you the one who tried to break me with goodbye?
You think I’d crumble?
You think I’d lay down and die?
Oh no, not I, I will survive
Oh, as long as I know how to love, I know I’ll stay alive
I’ve got all my life to live
And I’ve got all my love to give and I’ll survive
I will survive
Oh
Go on now, go, walk out the door
Just turn around now
‘Cause you’re not welcome anymore
Weren’t you the one who tried to break me with goodbye?
You think I’d crumble?
You think I’d lay down and die?
Oh no, not I, I will survive
Oh, as long as I know how to love, I know I’ll stay alive
I’ve got all my life to live
And I’ve got all my love to give and I’ll survive
I will survive
I will survive

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