Faccio fatica, parecchia direi, a seguire il tuo pensiero incarcerato nel profondo dell’essere, seguendo i passi di jungiana memoria.

Ho provato mille volte a trovare un barlume di chiarezza nei tuoi scritti ma tutto si schiantava su quella profonda ignoranza abissale di cui riconosco possedere.

Ho seguito il tuo viaggio. Non ho però capito bene da dove sei partito. Dalla Svizzera? Dalla Spagna? So soltanto che ti ho ritrovato nella Galizia e sei precipitato in poco tempo lungo la costa del Portogallo con un’auto che non so se fosse tua.

Et voilà, poche righe e ti ritrovi oltre Tangeri, giù giù, ai piedi del Medio (o forse dell’Alto?) Atlante.

La confusione regna incerta (e io dovrei capire il tuo ragionamento negli abissi della psiche!).
Tuttavia la cristallina descrizione mi lascia a bocca aperta.

Improvvisamente l’auto fu scossa da un colpo secco, poi continuò ad urtare ripetutamente e dolorosamente. Schiacciai il piede sul freno: entrambi gli ammortizzatori anteriori si erano rotti a casua di una buca profonda nella strada in macadam. Di proseguire nemmeno a pensarci. A quel punto, ecco che ero davvero inchiodato a questo paesaggio di sassi riarso dal sole…

Ovviamente in mezzo al deserto ti ritrovi questo berbero imberbe:

Una motocicletta frenò accanto a me. Tu scendesti; dalla mia disperazione affiorasti improvvisamente nella luce del mezzogiorno. Simpaticamente mi prendesti in giro. Anche quella volta ti riconobbi dalla risata che spezzò il cerchio della mia solitudine…

E di colpo l’amicizia, quella amicizia di cui tu hai scritto un saggio:

… udii in lontananza la tua risata leggera. Dopo avermi salutato mi punzecchiasti: “la tua auto è triste perché l’hai abbandonata. Non vuoi farle di nuovo compagnia? Ma no, d’ora in poi sarò io la tua guida e l’auto dovrà accettarlo”. Per la prima volta ti osservai più da vicino: il viso luminoso, felice, gli occhi traboccanti di allegria, che di tanto in tanto e del tutto inaspettatamente, si facevano seri e profondi come se nonostante tutti gli scherzi ti preoccupassi di me.

Continui lungo una lirica struggente, a tal punto da fare mancare il respiro. Ma qui inizia il delirio, la confusione causata, certo, perché no?, dall’intossicazione alimentare dopo aver bevuto dal pozzo.
Ovviamente non credo al tuo delirio, neanche se mi giurassi e spergiurassi di aver raccontato la verità.
Però nei tuoi sentimenti, sì, fosse soltanto per le parole, per la purezza stilistica e l’assoluta distensione del pensiero in un magma prorompente di sentimenti. Oltre Jung, caro Peter. La ragazza lasciata in Svizzera, o la vedova che ha perso tre mariti le cui bare bianche sono accostate indistintamente nella notte poco fuori le mura del villaggio, sono soltanto opzioni. E sei un vigliacco, te lo asssicuro…
Ma ti perdono perché il viaggio dalla Galizia a Tangeri è un percorso interiore, di consapevolezza, di profonda dolcezza.
Senza, non avrei visto il Marocco coi tuoi occhi.

Wuthering Heights – Kate Bush

Out on the wiley, windy moors
We’d roll and fall in green
You had a temper like my jealousy
Too hot, too greedy
How could you leave me
When I needed to possess you?
I hated you, I loved you, too

Bad dreams in the night
They told me I was going to lose the fight
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in through your window

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in through your window

Ooh, it gets dark, it gets lonely
On the other side from you
I pine a lot, I find the lot
Falls through without you
I’m coming back, love
Cruel Heathcliff, my one dream
My only master

Too long I roam in the night
I’m coming back to his side, to put it right
I’m coming home to wuthering, wuthering
Wuthering Heights

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in through your window

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in through your window

Ooh, let me have it
Let me grab your soul away
Ooh, let me have it
Let me grab your soul away
You know it’s me, Cathy

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in through your window

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold
Let me in through your window

Heathcliff, it’s me, I’m Cathy
I’ve come home, I’m so cold

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