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Minorca 03

Minorca

Into the wild questa volta. Almeno così speravo. O meglio, sì un po’ di wild, moltissimo vento, e bandiere rosse sulle spiagge per il venticello che rasentava la burrasca. Ma tant’è, impavido non temevo nulla. A cabo de Cavalleria mi sono lanciato contro le onde gigantesche con il palyero che continuava a fischiare come un ossesso per farci uscire. Ma non sentivo altro che la forza del wild. E poi i mocciosini si immergevano per spuntare come se nulla fosse. Io invece ho sbevazzato ad ogni onda. Sulla spiaggia delle cretine, per lo più con le zinne di fuori, si cospargevano il corpo di terra rossa. Ero letteralmente basito. Una puntatina al faro, bellissimo, col timore di finire con la mia Tipo in qualche burrone. Ma chi se ne fregava. Ovviamente abbiamo depredato la pastisseria di Fornells. Un giro poi al Toro, che non ho capito se il santuario della vergine Maria sia dedicato a un toro o a un gigante. Dovrò indagare. La serata conclusa con un mezzo bagnetto a cala Caldana. Un posto anche carino, ma strapieno di bambini, mocciosi: da affogarli tutti. E in mezzo alla cala, un megahotel, un gigantesco parallelepipedo, chiudeva lo spazio. Ma dico io… Mai più, sono scappato a pinne levate. Serata, dopo essermi straffogato al buffet dell’albergo, ovviamente very indies, con il tramonto a portata di mano…