| 

Non da soli

Non da soli

Ho finito di leggere con molta fatica il nuovo libro di Mario Leoni Non da Soli. Dico «con molta fatica» perché è un libro complesso: bisogna prestare attenzione ai minimi particolari, che serviranno poi a ricostruire interamente la storia; altrimenti ci si perde.

Nel nuovo libro, le gabbie geometriche che si riferiscono al 4 o ai suoi multipli spariscono. Al centro c’è Boston, o meglio il ponte Longfellow, da cui si dipartono a raggiera le ambientazioni dei vari personaggi.

La Louisiana del primo e dell’ultimo capitolo funge soltanto da valvola di sfogo, affinché il peso del romanzo possa diluirsi e rientrare negli argini tracimati di Boston.

Solo Luigi, l’unico sopravvissuto del romanzo precedente, porta avanti la sequenza degli eventi che scaturiscono dalla narrazione del primo racconto e si dipanano lungo gli ultimi mesi del 2022.

I personaggi che assurgono al ruolo di protagonisti e meritano ciascuno un capitolo sono Maya, Marlowe ed Evelyn. Altri personaggi, altrettanto importanti, rimangono ai margini della storia, ma sono fondamentali. Non bisogna perderli di vista; se è il caso, conviene annotarsi i loro nomi. Sono gli ingredienti di una ricetta: sono essenziali.

Boston è il centro; il fulcro è il ponte sul Charles. Da una parte c’è l’Università di Harvard, dall’altra Beacon Hill e due paesini affacciati sull’oceano. Tutti i personaggi, però, convergeranno lì: è il tavolo da gioco attorno al quale si siedono.

Il libro inizia con la distribuzione delle carte: vengono date a tutti, perché ciascun soggetto poi giocherà; c’è chi bara, chi mente e chi, con ingenuità, rimane se stesso. Attraverso questo gioco si scopre la storia, si delineano i background, i vissuti, i pensieri a margine, lo streaming. Si inizia con il ritrovamento di un cappellino recapitato a Luigi e, via via, si incontra una lunga serie di indizi che non sono collocati a caso, ma vengono disseminati come molliche di pane da raccogliere. La prima parte è un lento percorso di interiorizzazione del proprio vissuto e del passato: Maya ricorda il suo ruolo di gestrice di un consultorio e di un’agenzia di adozioni internazionali; Evelyn ha lavorato a lungo negli archivi di un importante studio legale; Marlowe è un decano di Harvard.

Poi gli indizi si mescolano, la storia si amalgama, la velocità del racconto si impenna ed è tutto un rincorrersi di mezze verità che si sveleranno e lasceranno senza fiato.

Ho dovuto chiudere il libro diverse volte: non ce la facevo, mi toglieva il respiro. Il malessere, quel mostro dipinto sulla copertina, ti afferra e non riesci a essere lucido; sei incredulo, non capisci come gli eventi possano intrecciarsi in modo tanto violento. Luigi, dopo una discussione serrata tra due studenti, chiude il libro della tragedia Le Eumenidi. Il peso della propria storia non può più essere considerato superiore a quello delle storie altrui. La libertà assoluta è una forma di tirannia assoluta: le parole di Eschilo vengono pronunciate perché il dolore è forte e insopportabile.

Anche in questo romanzo non c’è futuro: c’è un presente schiacciato e oppresso da un passato oscuro, ma almeno qui c’è la consapevolezza degli sbagli; il perdono può partire dalla fine del romanzo. Le cose brutte vengono messe in un cassetto che verrà chiuso. Non ci saranno più altre sliding doors, altri rimproveri, altre deviazioni dal proprio destino. Il bianco dei campi di cotone nella tenuta dei Solinas in Louisiana copre il terreno, le asperità, i confini. Non bisogna più lottare contro le proprie paure; si appoggia la mano sul cuore e ci si riposa.


Nessun Video Musicale

Articoli simili

Lascia un commento