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Almost missed you

Almost missed you

Dovevi essere proprio arrabbiata. Guarda con che tempo mi hai accolto oggi! Eppure tra noi c’è sempre stato un accordo, un segreto, un’intesa.

Non c’è stato un solo anno in cui tutto non fosse perfetto, gaudente, emozionante. Oggi, invece, mi hai versato addosso lacrime su lacrime.

No! Non ti ho dimenticato: sono state le circostanze eccezionali di questo annus horribilis. Dovevo andare in vacanza, ma gli egoismi dei colleghi hanno continuato a rimandare la partenza. Alla fine mi sono dovuto accontentare di una meta qui vicino; io, proprio io, abituato a percorrere migliaia di chilometri.

Guarda: ti ho portato i fiori, anche se, come al solito, ho mancato il vialetto. Peccato non averti portato il gatto, ma il custode non ha voluto. A nulla sono valse le mie rimostranze: il cartello vietava l’ingresso ai cani, non ai gatti. Però non avevo voglia di discutere ed ero già abbastanza nervoso, così l’ho lasciato in auto. Probabilmente era proprio ciò che desiderava…

Ho guardato le foglie degli aceri all’ingresso: più gialle, più brutte, meno rosse. No, non c’era modo di rendere migliore quel momento. Pazienza! Ho appoggiato il vasetto, asciugato la tua immagine rigata dalla pioggia e me ne sono andato, quasi sdegnato, infastidito dalle gocce che penetravano nei vestiti e mi inumidivano le spalle. Ma non ti ho davvero mancato, come si manca un autobus alla fermata. Ti ho dedicato il mio tempo, quello necessario per un saluto e un pensiero.

Di più non posso fare, e lo sai bene.

Puoi lamentarti quanto vuoi, ma per il momento è tutto ciò che posso darti.

Un saluto, per sempre…


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