Lo stemma di Grindavik
Per lo stemma di Grindavík, adottato nel 1986, sulla base della delibera del Consiglio Comunale, fu incaricata Kristín Þorkelsdóttir, titolare dell’agenzia pubblicitaria AUK.
Il comitato, che comprendeva i consiglieri Eiríkur Alexanderson, Margrét Gísladóttir og Ólína Ragnarsdóttir, dopo diverse riunioni e alcune proposte, ha scelto come stemma di Grindavík una capra nera con corna d’oro e zoccoli rossi su fondo d’azzurro alle tre fasce d’argento.
Nella relazione si afferma che l’idea dello stemma è venuta allo staff dell’AUK mentre leggeva un capitolo su Grindavík nel libro Landið þitt (Il tuo Paese), in cui si legge, tra le altre cose, che:
Molda-Gnúpur Hrólfsson e i suoi figli si stabilirono a Grindavík… Uno dei figli, Björn, sognò una notte che un abitante delle montagne gli si avvicinò e gli offrì compagna. Lui non accettò. Successivamente, un caprone ingravidò le sue capre e il suo gregge crebbe così rapidamente che divenne molto ricco, fu chiamato Hafur-Björn…. Gli abitanti del paese seguirono Hafur-Björn al Thing (primo parlamento islandese). Coloro che scelsero di seguire gli altri due figli, Þorsteinn e Þórður, andarono a caccia e pesca.
Come si evince dal resoconto del Landnámabók, gli abitanti di questo insediamento hanno fin dall’inizio basato il loro sostentamento sia sull’agricoltura che sulla pesca, e questo è continuato fino alla metà degli anni ’40.
Il comitato ritenne che lo stemma fosse un buon simbolo per la città e i suoi abitanti.
“Lo smalto azzurro a simboleggiare il mare, con le fasce d’argento per le onde, è la realtà fondamentale su cui si basa Grindavík, mentre la capra è un simbolo della fertilità del territorio che ha condotto gli abitanti del paese al suo sviluppo nel passato, nel presente e nel futuro.. Il logo è bello e forte nella forma, memorabile a prima vista e, con la sua sobria combinazione di colori, è piacevole alla vista”, si legge nel rapporto del comitato del 5 dicembre 1986.
D’azzurro alle tre fasce d’argento, sul tutto un caprone di nero, bordato d’argento, saliente, unghiato, linguato di rosso, e cornato d’oro

Note, disegno vettoriale e blasonatura di Carletto Genovese
Traduzione liberamente tratta dal sito del Comune