10 anni di amore

10 anni di amore

È luglio, oggi è il tuo compleanno e io sono qui a ricordartelo. Lo so che a te non frega niente, serve a me, per capacitarmi dell’immenso amore che provo per te. Ti guardo e ogni volta gli occhi si riempiono di gioia, di benevolenza, di arrendevolezza per la meravigliosa creatura che sei. Il motto di Papa Francesco “Miserando atque Eligendo” racchiude l’essenza del mio amore. La misericordia che provo arriva direttamente dal cuore, lo sguardo di compassione, di intimità, di desiderio di trasmetterti questa sensazione che è sempre presente dentro di me e che in questi dieci anni non è mai scemata.

È una costante che ritrovo nel pensarti, nell’esserti vicino, nel guardarti. E mi stupisco e mi meraviglio ogni volta. Il dono più grande che ho avuto, che mi ha accompagnato dal 2015. Penso alla fragilità ma al contempo stesso alla forza che mi trasmetti. Conosco tutto di te, mi sono occupato come un amante senza chiederti niente, senza arrabbiarmi, senza uno sforzo di gelosia.

Mi sono occupato di te come avrei dovuto fare con il me stesso con il quale ho litigato, disprezzato, creato divari. Con te, nessuna incomprensione, nessuna litigata, nessun dissidio. Tu sei per quello che sei e ti prendo in braccio e la meraviglia del creato è tutta concentrata in questo gomitolo di lana.

Quante volte mi sono perso nei tuoi occhi per non smarrirmi, per sentire il punto di partenza dell’amore per te, per non franare, per gettarmi alle spalle le insicurezze, la consapevolezza di un legame tra me e te.

Ti amo, più dell’amore di un amante. Quando allungo la mano appena sveglio per cercarti nel letto e se non ti trovo pazienza, quando ti porto nel giro quotidiano mingitorio e cagatorio. So tutto di te, delle tue esigenze, del carattere permaloso e mi ritrovo in questo cerchio tra me te, in questo legame lungo quanto il guinzaglio di otto metri.

So i minuti trascorsi da una pisciata all’altra, tra un’abbuffata e la successiva. Mi sono occupato di te come se fossi il mio bambino, il mio uomo, il mio paziente. Sei totalizzante e ogni cosa si racchiude tra me e te. Non ci sono altre persone. Il tuo mondo è il cerchio della mia vita. Non ho preteso nulla, ho sopportato i tuoi vizi: quanto cibo che mi hai fatto buttare, quanti giocattoli ho comprato per te, quanti cuscini distribuiti sui quattro piani della casa!

Ti ho lasciato libero e mi sono piegato a tutte le tue esigenze, di notte se volevi dormivi sul balcone o guardavi il giardino di casa come se fosse la foresta su cui avevi il pieno controllo, di giorno ti portavo a scoprire il mondo e a snasare il sottoscocca delle auto. Ti ho lasciato tutto il tempo che volevi, anche quando rincitrullito rimanevi fermo a fissare un punto nel vuoto.

Nessun rimpianto, nessun rimprovero. Ti ho lasciato fare il gatto, quell’essere che è cresciuto e che veniva tenuto nel palmo di una mano fino alla forma che hai. Ti ho amato sopra tutto, ogni tua azione era sotto lo sguardo attento benevolo del mio animo. Il nostro amore è durato più di ogni altra relazione mai avuta in vita mia. Un record e non ci speravo. Ti accudirò come Abisag si prende cura del suo amato Re David. Calerò la spazzola sul tuo pelo e districherò ogni singolo nodo ribelle e ti lascerò libero l’incavo dei polpacci dove ti potrai raggomitolare, scaldarti e asciugarti le narici. Ti aiuterò a salire i sedili dell’auto e ti metterò l’aria condizionata ogni volta che vorrai.

Se me lo concederai, ti ricoprirò di baci lievi, appena sfiorati, ti pulirò le orecchie con un telo umido e ti massaggerò i polpastrelli per lenire la pesantezza del tuo peso. Ti accompagnerò ancora per altri dieci anni e ti aspetterò, adeguerò i miei passi alla tua andatura. Non soffrirai perché io ti curerò e allo stesso tempo prenderò tempo per me, per accettare assieme a te la nostra vecchiaia.

Ti amo come nessun altro essere vivente su questa terra.

Buon compleanno, amore mio.


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