Il mio compleanno

Il mio compleanno

Lo volevo festeggiare così, proprio così, al mare, al caldo, nel verde, tra la natura e libero da tutti. Sono 57, tanti, parecchi. Sto iniziando davvero ad avere la consapevolezza che il viaggio della mia vita si stia accorciando.

Non voglio perdere nulla di questa vita che è sempre stata avara di colpi di scena. Tutti quelli avuti, sono stati per merito mio. Sono stanco, ma voglio stare solo con me.

Oggi è stata una giornata semplicemente splendida. L’ho spesa in una città meravigliosa, esotica, antica, caotica, affascinante, su un’isolettina completamente verde e su una lingua di terra affacciata sull’Oceano che più azzurro di così. Ero io e la natura, mezzo nudo, accolto e abbracciato dal mare, nel mio desiderio più ancestrale. Avrei preferito altre mete ma non cambierei niente della meravigliosa giornata di oggi.

Lontano, almeno diecimila chilometri, dalla routine di tutti i giorni, dalla monotonia, dalla delusione profonda che provo verso alcune persone. Sono stato semplicemente me stesso e non posso rimproverarmi di nulla.

Ho guardato i mici che si attardavano sul bagnasciuga di Stone Town, ho assaporato il fresco nel respiro ancestrale degli alberi, ho appoggiato i piedi sulla rena che ti solleticava la pianta dei piedi. Mi sono fatto deprimere dai nuvoloni nerissimi di passaggio che hanno rovesciato tonnellate d’acqua.

Ho spazzato via quella leggera depressione, quella stanchezza atavica di fatiche, la delusione verso le persone che si sono dimostrate per quello che sono, l’amarezza di aver perso l’essere vivente che più ho amato nella mia vita e che ha ricambiato con la sua sola presenza e mi ha riempito il cuore.

Per non inaridire del tutto, per non soffocare quel senso di libertà, di solitudine che ogni giorno anelo, perché mi è pesante stare in mezzo alla gente, eccomi qui, solo con me stesso, con le mie consapevolezze e con le poche e indistruttibili certezze. Ho varcato un’altra soglia. Persone sconosciute mi hanno festeggiato, mi hanno baciato, mi hanno stretto le mani e io per loro ho soffiato sulle candele. So che domani non le rivedrò mai più, ma quel effimero contatto mi è bastato e non ne voglio altri. Domani torno, con le candeline accese sulla torta, torno viaggiando nel buio della notte e sarò pronto per la vita quotidiana, di tutti i giorni.

Il mio compleanno con le candeline, eccolo qui.


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