Ecco l'elenco dei film presenti nella mia collezione di DVD. Per ciascuno ho incluso la copertina, il trailer ripreso da un url a youtube, la trama spesso raccolta da Wikipedia e un mio commento personale.
I film sono molto importanti per me, rappresenta la forma pi?? complessa di espressione visiva. Anche se non tutti mi sono piaciuti, la maggior parte di questi mi ha colpito in qualche modo.

The millionaire
In realtà è un episodio de Il milionario. Ma tutto il resto è raccontato e girato con straordinaria intensità, energia e poesia. Una grandezza che emerge in ogni scena.
Non mi sorprende affatto che questo film abbia vinto l’Oscar.
È uno di quei film da inserire sicuramente nella classifica dei più belli di sempre.

The pass
Ultimamente non riesco più a capire questi film.
Tanto osannati, ma a sembrano brutti, complicati e inutilmente prolissi. Nelle stanze d’albergo passano 15 anni, ma i personaggi non mostrano alcun cambiamento fisico. Troppe parole, troppi dialoghi: tutto deve essere intuito, deve essere compreso.
Boh, io non ci ho capito nulla e, sinceramente, non mi è nemmeno piaciuto.

The piano
L’umidità ti penetra tutta fino alle ossa; la senti avvolgerti, e non riesci a provare la sensazione di asciutto.
È la storia straziante di una donna cocciuta che non si concede al marito, ma si lascia andare poco alla volta, lezione dopo lezione, tasto dopo tasto, al finto maori che l’ha ricattata dopo aver acquistato il suo piano, altrimenti rimasto abbandonato sulla spiaggia.
Il marito travolto da una gelosia ossessiva, morbosa e accecante, le taglia un dito di una mano. Da qui la storia deve trovare una svolta.
Non si arriverà alla tragedia, ma per un soffio: l’unica cosa che sarà distrutta sarà il piano. Peccato, non per il piano, ma per il marito, Sam Neill, che, oltre ad essere cornuto, non avrà più possibilità di vedere la moglie.
Ed era l’unico dei i due protagonisti per cui tifavo con tutto il cuore. Le note della struggente canzone erano tutte dedicate a lui.

The rider
Silenzioso, incentrato sulla ferrea volontà del protagonista di tornare a cavalcare nei rodeo. Bellissimo e molta poesia.

The tits and the moon
Grande film di Bigas Luna sul complesso di Edipo mai risolto di un ragazzino catalano. Quasi onirico. Molto bello. Questa è la versione inglese.

The wall
Strafamosissimo, ci sarà un motivo.
Uno dei film più belli mai visto in vita mia. Tutto perfetto: le immagini, le canzoni, Bob Geldof e le meravigliose sequenze animate di Gerard Scarfe.
Tutto, ma proprio tutto.

The war at home
Non sono un grande amante di serie TV perché spesso si dilungano troppo. Non si riesce mai a capire dove vanno a parare. Tuttavia, questa mi è piaciuta davvero molto.
Sono affezionato ad ogni singolo episodio.

Through the never
Boh, non saprei esprimermi.
Avevo visto alcune scene che mi erano piaciute, ma una volta preso il DVD non sono mai riuscito a guardarlo tutto senza addormentarmi. Forse è troppo surreale, troppo assurdo, o forse è colpa della pesantezza dei Metallica, le cui canzone richiedono di essere ascoltate poco alla volta.
Mi prometto di vederlo una volta per tutte, ma non adesso.

Ti stimo fratello
Non è certamente un capolavoro – un filmettino semplice semplice – ma mi è piaciuto proprio per la sua semplicità, onestà intellettuale. Mi colpisce molto la semplicità del film, senza effetti strabilianti. Lo si vede in un attimo e ti lascia tanto buon umore.

Tomcat
Un film assurdo in cui un gatto muore a causa di uno dei due protagonisti. Eppure, nonostante ciò, tutto la storia va avanti.
No, mi dispiace, avrebbero dovuto interrompere il film. È privo di senso, illogico e inutile.

Trainspotting
Chi non conosce questo film di ribellione, di protesta, di droga e di gioventù?
Io lo ricordo sostanzialmente per Ian Mc Ewan e mi basta soltanto questo.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Un film crudo e violento che ti penetra nel profondo. La madre è antipatica, così come tutti i protagonisti: non ce n’è uno che si salvi.
Eppure, man mano che la trama del film si dipana, si scopre che nessuno è davvero come sembra.
La madre è dura con se stessa perché, la sera in cui fu uccisa la figlia, durante un alterco, le aveva augurato di subire una violenza, che effettivamente avvenne.
Lo sceriffo, uomo integerrimo e malato terminale di tumore, decide di porre fine alle sue sofferenze togliendosi la vita.
Il poliziotto stronzo, estromesso dal suo ruolo proprio a causa del suo carattere, alla fine comprende i propri errori e accetta la sua natura, diventando quasi un amico della sua acerrima nemica, la madre.
Un film tenace, che tiene col fiato sospeso, condotto con maestria, scarno, avido nei contorni. Le scene sono dirette, senza fronzoli, né dispersioni.

Un amore perfetto
Di perfetto non c’è nulla in questo film.
Cremonini ha voluto strafare con questo filmetto insipido , stupido e marchettaro.
Tuttavia, la freschezza dei vent’anni capita una sola volta e per questo si può perdonare quasi tutto.
L’ho acquistato per Cesare, soprattutto per quel bacio amicale tra i due ragazzi, l’univo vero motivo dell’acquisto. Per il resto da buttare via tutto.

Un bacio
Pensa: per fortuna che l’amicizia ti salva la vita. Non oso immaginare cosa sarebbe successo altrimenti, visto che per un bacio il protagonista è stramazzato a terra, stecchito, con un emotorace massivo causato da un proiettile sparatogli proprio dall’amico.
C’è qualcosa di perverso che non riesco a comprendere in questo film osannato da tutti; bellissimo, per carità -io amo Ivan Cotroneo per la sua freschezza e semplicità- ma qui, a mio avviso, si attribuisce un significato completamente sbagliato.
Non è un film sul bullismo di oggi né sull’acne puberale, come si vuole far credere. Racconta semplicemente la sociopatia vissuta da un gruppo di ventenni spacciati per adolescenti.
Lorenzo, un disadattato, è il primo a non accettarsi, sognando un ingresso trionfale e un riscatto che la scuola gli ha già concesso. Ma no, lui vuole qualcosa di più rispetto ai coetanei. È lui stesso a voler distinguersi, tracciando un confine netto.
L’altra disadatta è Blu, che dopo aver scopato tre ragazzi, a distanza di un anno, rivedendosi in un filmato, capisce che forse è meglio trasformare le sue colpe in accuse: d’altronde l’hanno fatta bere, non capiva un cazzo e via dicendo… Bah, non riesco proprio a penetrare la sua psicologia, ma la denuncia la formula bene, eccome. Certo, dopo un anno. Scusa, ma sei stronza.
Infine c’è il bell’Antonio, tenebroso e idiota, che alterna comportamenti distimici, incapace di esprimere una personalità definita, e cerca sempre motivazioni nel fratello morto e sepolto che gli appare prima di addormentarsi.
Lorenzo minaccia la libertà sessuale di Antonio perché se lo vuole scopare con la scusa di amarlo. Antonio, lover incomprenso, viene semplicemente ignorato da Blu perché troppo sempliciotto e ritardato, e Blu, beh, capisce che è il momento di sfruttare la sua condizione di donna violentata.
Ovvio che poi succedono i casini. E il patatrac è prevedibilissimo.
Nel film, la colpa deve per forza ricadere sul branco, quella massa di ragazzi che abitano la scuola e che sono invece i più equilibrati.
Invece no: i ragazzi accettano Lorenzo, che però non vuole farsi accettare da loro. Si stringono attorno ad Antonio, che si era lasciato andare in un momento di smarrimento durante un bacio a tradimento. Anzi, lo supportano per evitare una tragedia. Di più: lo rincuorano restituendogli il regalo che Lorenzo gli aveva fatto e che Antonio aveva gettato via in segno di disprezzo.
Altro che amicizia! Il bacio è un irrituale gesto patetico, un legame che nessuno dei protagonisti ricambia, tornando ad essere soli, per scelta o necessità. Appunto, alla faccia dell’amicizia che ti salva la vita.
Un film tristissimo, certo molto bello, con spunti musicali e coreografici interessanti, ma che non va spacciato per ciò che non è.
Il disagio della solitudine è il vero malessere; le tematiche sulla tolleranza e l’accettazione sono solo un pretesto! Sono tutte panzane. Hai voglia di giustificare un bacio con l’abbraccio ancestrale del fratello Massimo; lui, il fantasma, sussurra tutte le motivazioni, ci sei andato tu a casa sua, ti è pure piaciuto, non puoi negarlo.
È il rifiuto il nodo indissolubile su cui ovviamente chiunque non sia psicologicamente maturo crolla.
Cretino doppiamente l’altro, il Lorenzo. Primo, per aver cercato un insperato amplesso da una persona incapace di ricambiare. Secondo, per aver voluto a tutti costi un incontro intimo… Beh, Lorenzo ha firmato la sua condanna a morte con quel bacio, morte non molto diversa dalle morti suicide dei teenager americani.
Ecco, Ivan hai fatto un bel film, ma di certo l’amicizia non ti salva la vita, nemmeno aggiungendo la scena finale, mentendo spudoratamente a te stesso, dicendo che bastava poco. No, non bastava poco, no, assolutamente. E un bacio è una forma di violenza sessuale se non consensuale. Punto. Stop.

Un rubio – The blonde one
Mi piace il titolo originale, tradotto allo stesso modo in inglese. Un rubio, il biondo, è Gabo, compagno, amico, amante di Juan, suo coinquilino e collega di lavoro. Tra loro nasce un’intensa storia d’amore, claustrofobica e silenziosa, che si consuma interamente nell’appartamento che condividono.
Nella loro intimità è perfetta, ma non può essere vissuta al di fuori delle pareti del “quarto” e dalla cerchia dei soliti amici, che si ritrovano attorno al tavolo a guardare la televisione. Il biondo è un elemento centrale, attorno a cui tutto ruota e implode. Da vedere con calma, senza fretta perché la tensione è travolgente…

Un sogno di pietra
Devo ancora vederlo. Film trovato per caso lungo il tragitto della Valbasca in un casettina di libri usati. Era lì che mi aspettava. Commenterà.

Unfaithful
Falsissimo, come una banconota da tre euro. Un film sperimentale in cui due persone si incontrano e fanno l’amore mentre sono registrate.
Due bonazzoni della madonna, ma le scene risultano eccessivamente costruire. Una noia mortale.

Unico indizio: una sciarpa gialla
L’ho preso credendo che fosse un altro film.
Comunque non mi piace. Noioso. Estremamente lento e soporifero. Lei sembra che sia così stupida, poi in realtà risolve il caso del rapimento del figlio.
Boh, da dimenticare.

Valzer con Bashir
Un cortometraggio animato per documentare l’eccidio nel sud del Libano con l’appoggio dell’esercito israeliano che era di stanza proprio in quei posti. Un documentario, non un atto di accusa ma pur sempre un momento di consapevolezza in cui il popolo israeliano in qualche modo ammette i propri errori.
Un film grandioso nelle immagini, nella fotografia, nelle musiche. Quasi onorico, ma che diventa poco alla volta realtà con le immagini finali.
Un film bellissimo.

Vita di PI
Bisogna avere tanta pazienza e calma per guardare questo film. Se si supera la prima parte ambientata sulla terraferma, i decimali del pi greco, l naufragio…. ecco, il resto verrà da solo.
La solitaria traversata dell’oceano con una tigre a bordo della scialuppa diventa quasi affascinante.
Poesia, poesia pura e una fotografia eccellente.

Weekend
In molti hanno lodato questa film, che a mio avviso è piuttosto modesto.
Racconta una storia comune, simile a tante altre: un weekend di passione destinato a spegnersi di fronte all’inevitabilità della vita.
Fotografia gradevole, gli sforzi degli attori sono apprezzabili, ma nel complesso il film non lascia il segno.

Yossi and Jagger
Mi era piaciuto molto. Ho apprezzato che la stessa IDF (Forza Israeliana di Difesa) si fosse mossa per promuovere questo film. L’intenzione nobile è lo sdoganamento di certe tematiche.
Ritengo tuttavia che per alcuni aspetti, il film tratti le problematiche con superficialità e ingenuità.

Young Hunter
Il film di Berger sono sempre una sorpresa. Alcuni bellissimi, altri insomma li destesti. Questo fa parte degli ultimi. Noioso, senza una forza emotiva. Non so, non mi ha convinto.

